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Nel 1195 nasce a Lisbona il 15 agosto: il papà Martino, gentiluomo e cavaliere del re Alfonso, e la mamma Maria Teresa lo
battezzano col nome di Fernando.
Nel 1210 Fernando entra nel Monastero agostiniano di S.Vincenzo de Fora. Nel 1212 si trasferisce nel convento di Santa Croce a Coimbra.
Nel 1220 viene ordinato sacerdote.
Nel 1221 scosso per l'uccisione di cinque frati francescani missionari in Marocco, chiede e ottiene di farsi francescano e di partire in missione.
Appena arrivato in terra africana, una strana malattia infrange il suo sogno ed è costretto a ritornare.
La nave sulla quale si era imbarcato, per evitare il naufragio è costretta ad approdare in Sicilia. Da qui parte per prendere parte
al Capitolo generale dei francescani, ad Assisi. Antonio incontra san Francesco. Frate Graziano, ministro generale della Romagna,
conduce con sé il frate portoghese, affinché celebri la santa Messa ai Frati del romitorio di Montepaolo.
Lí Antonio vive da eremita la regola francescana. Nel 1222 il 24 settembre, in occasione di una ordinazione sacerdotale celebrata a Forlí,
deve tenere, per obbedienza, un sermone, che fa un'enorme impressione. Cosí comincia la sua grande epopea di predicatore, di docente e
di ministro dell'Ordine. Di qui la sua predicazione si estende a tutta l'Italia settentrionale e alla Francia meridionale.
Nel 1224 diviene insegnante di teologia nelle scuole di Bologna e di Montpellier. Nel 1226 è custode della provincia di Limoges e poi ministro
provinciale della Romagna. Nel 1230 provato dalla malattia, si ritira a Padova, nel convento di S. Maria Madre del Signore.
Qui si dedica alla compilazione dei Sermoni. Il 13 giugno 1231 muore.
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Nato presso Eracleopoli nel Medio Egitto nel 251, Antonio Abate è uno dei fondatori del monachesimo orientale e perciò
chiamato "padre dei monaci".
Dopo la morte dei genitori distribuì infatti tutti i suoi averi ai poveri e nel 270 si ritirò nel deserto della Tebaide
dove cominciò la vita di penitente. Lì lo raggiunsero numerosi discepoli e perciò fondò varie comunità anacoretiche in Egitto.
Sostenne i martiri nella persecuzione di Diocleziano e si adoperò moltissimo contro l'eresia ariana aiutando sant'Attanasio
nelle sue lotte. Lo stesso sant'Atanasio né scriverà la biografia.
Morì presso Afroditopoli nell'anno 356. Lo sviluppo del suo culto in Occidente, fu dovuto probabilmente alla fama di guaritore
dall'herpes zoster, comunemente conosciuto come "fuoco di S. Antonio", che accompagnò la figura del santo in vita.
L'iconografia tradizionale ce lo rappresenta sempre con due elementi inscindibili: il fuoco e un maiale.
Il primo ha un chiaro richiamo al male nella cui cura S. Antonio abate era particolarmente versato, mentre per il maialino,
si suppone, rappresenti la terapia a quel male. Infatti pare che, nel medioevo, fosse usanza spalmare sulle parti del corpo
interessate dall'herpes zoster un impasto fatto dal lardo di maiale. Si possono, pertanto, individuare due aspetti distinti
nello sviluppo del culto popolare tributato al Santo Abate: uno che si riconnette alla fama di taumaturgo e l'altro che pone,
invece, l'accento sul problema della tutela degli animali. Oltre che come guaritore dell'herpes zoster, in alcune località la
protezione del Santo è invocata anche contro la peste e altre malattie.
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